L’Europa prova a dipendere meno dalle grandi aziende tech - ROMA CAPITALE +

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lunedì 12 gennaio 2026

L’Europa prova a dipendere meno dalle grandi aziende tech


 

Negli ultimi giorni l’Unione Europea ha chiesto ai cittadini un parere su come usare meglio il software open source in futuro. In pratica sta domandando a tutti cosa pensano dei programmi informatici “aperti” e di come dovrebbero essere sostenuti e usati nei prossimi anni. C’è tempo per rispondere fino al 3 febbraio 2026.

Il software open source è un programma di cui il funzionamento è visibile a tutti. È come una ricetta pubblica: chiunque può leggerla, migliorarla e riutilizzarla. Questo tipo di software è più trasparente, spesso più sicuro e non dipende da una sola azienda. Oggi quasi tutti i servizi digitali che usiamo ogni giorno si basano anche su software open source.

L’Europa vuole parlare di open source perché oggi dipende molto da grandi aziende tecnologiche straniere. Questo significa avere meno controllo su dati, servizi pubblici e infrastrutture importanti. Rafforzare l’uso di software aperto aiuterebbe l’Europa a essere più autonoma, più sicura e meno legata a decisioni prese fuori dai suoi confini.

Con questa consultazione, l’Unione Europea vuole raccogliere idee su come ridurre la dipendenza da software estero, su come aiutare chi sviluppa programmi open source e su come rendere i sistemi informatici pubblici più compatibili e sicuri. Non servono competenze tecniche: anche le opinioni dei cittadini comuni sono considerate utili.

Chi vuole partecipare può farlo tramite il sito ufficiale della Commissione Europea, chiamato Have Your Say”, compilando un modulo online. Si può scrivere in italiano e basta spiegare, in modo semplice, cosa si pensa e cosa si vorrebbe migliorare. Le risposte raccolte serviranno all’Unione Europea per decidere come investire e quali regole adottare sul software open source nei prossimi anni.


PER APPROFONDIRE 

Open source software strategy

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