Inaugurato a Roma Abitzai Project, dove l’architettura non è soltanto estetica - ROMA CAPITALE +

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venerdì 6 febbraio 2026

Inaugurato a Roma Abitzai Project, dove l’architettura non è soltanto estetica

Nel cuore di Roma apre Abitzai Project, uno spazio in cui materia, luce, cultura, design e radici si fondono. Inaugurato il 13 novembre, questo nuovo luogo vuole trasformare il design in un’esperienza viva: qui l’architettura non è soltanto estetica, ma diventa relazione, scambio e terreno di sperimentazione.



A due passi da Piazza Cavour, in Via Muzio Clementi 44-46, Abitzai Project si presenta come un laboratorio creativo e una sorta di casa aperta ad architetti, designer e appassionati. Le superfici non sono semplici rivestimenti, ma narrazioni; i materiali esprimono la loro identità più autentica e la luce mediterranea li attraversa, suggerendo nuovi modi di abitare il presente.


Il progetto nasce da un’idea di Claudia Mazohl, che nel 2020 ha fondato il brand Abitzai, interprete dello stile italiano e della sensibilità mediterranea. In questo spazio non si condivide solo una visione estetica, ma anche un approccio al prodotto fatto di creatività, sostenibilità e passione. Mazohl sottolinea quanto il legame con la propria terra sia fondamentale per ritrovare l’autenticità degli ambienti: la collaborazione con i partner, inoltre, non è un dettaglio, ma parte essenziale del percorso, perché ogni brand contribuisce a un racconto comune in cui la cooperazione si traduce in linguaggio visivo.


Abitzai Project si estende su circa 300 mq distribuiti su due livelli. Al piano terra, due grandi vetrine affacciano sulla strada e introducono a un percorso pensato per accompagnare il visitatore tra atmosfere raffinate e collezioni selezionate. Il piano interrato, ampio e continuativo rispetto all’esposizione, è destinato anche a incontri, workshop ed eventi, diventando un punto di riferimento per chi vuole sperimentare e giocare con il design.



Lo spazio, progettato dallo Studio Tanzi Architecture, ospita le ceramiche Abitzai — che raccontano la bellezza e la concretezza del territorio d’origine, con un focus sulla collezione Origini firmata dal designer Celestino Sanna — insieme a importanti realtà italiane dell’interior design: Plinio il Giovane per gli arredi, Dino Zoli Textile per i tessuti, Listone Giordano per il legno, Sforzin Illuminazione per la luce, Fima – Carlo Frattini per i miscelatori e Mariantonia Urru per i tappeti. Il risultato è un itinerario sensoriale che mette al centro materia, luce e superfici, promuovendo una visione dell’abitare contemporaneo legata al design mediterraneo e favorendo connessioni tra produttori, artigiani e progettisti.



Nel dettaglio, Plinio il Giovane, marchio fondato a Milano nel 1975 da Mario Prandina, propone arredi realizzati in piccole serie e con attenzione alla sostenibilità: divani, sedute e letti dal carattere essenziale e duraturo. Dino Zoli Textile, nata a Forlì nel 1972, sviluppa tessuti frutto di ricerca e progettazione interna, utilizzando sia fibre naturali (come nella linea Natural) sia materiali recuperati (come nella collezione REspect) per settori che vanno dall’interior al contract, fino a nautica e hotellerie. Listone Giordano rappresenta l’eccellenza nel parquet e nei pavimenti in legno, con una lunga storia imprenditoriale che ha contribuito a diffondere una vera “cultura del legno”, rendendo il pavimento parte integrante del progetto d’interni. Sforzin Illuminazione, attiva dal 1966, unisce innovazione e materiali naturali in soluzioni coerenti con i trend contemporanei ed è presente oggi in oltre 35 Paesi con i brand Urban, Miloox e Tecnico. Fima – Carlo Frattini porta una tradizione di cura e innovazione, in cui ogni dettaglio è pensato per elevare la semplicità e coniugare funzionalità, benessere e design. Infine, Mariantonia Urru propone tappeti che custodiscono la memoria e le tradizioni sarde, reinterpretate in chiave contemporanea grazie a progetti sviluppati insieme a designer coinvolti in esperienze dirette sull’isola.





Il brand Abitzai, creato nel 2020 da Claudia Mazohl, produce gres porcellanato a Km 0 e rappresenta un modo di progettare in sintonia con la natura e in dialogo con le tradizioni della Sardegna e del Mediterraneo. Il nome, tratto da un antico dialetto sardo, richiama l’idea di mantenere acceso, dare vita, seminare. Le collezioni, raffinate e lontane dalle mode passeggere, traducono la cultura mediterranea in forme contemporanee: la terra diventa materia e racconto, capace di parlare di luoghi, legami e territori attraverso tecniche artistiche e artigianali che aprono a nuovi codici espressivi.

Comunicato Stampa su Interiorissimi



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