Roma ha aperto il suo primo centro pubblico dedicato alla fotografia - ROMA CAPITALE +

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lunedì 2 febbraio 2026

Roma ha aperto il suo primo centro pubblico dedicato alla fotografia

 

Il nuovo centro pubblico della fotografia di Roma, all'ex Mattatoio di Testaccio (foto dall'ufficio stampa del Comune di Roma)

Roma ha aperto al pubblico il suo primo spazio pubblico interamente consacrato alla fotografia. La nuova sede, ospitata nel padiglione 9D dell’ex Mattatoio nel quartiere Testaccio, inaugurato il 29 gennaio in concomitanza con il 70° anniversario del gemellaggio tra Roma e Parigi e ha accolto i visitatori dal 30 gennaio. Le prime esposizioni annunciate saranno dedicate al fotografo statunitense Irving Penn, morto nel 2009, e all’artista italiana Silvia Camporesi.



L’ex Mattatoio di Testaccio è pronto a diventare il nuovo polo cittadino per la fotografia: un progetto che, nelle parole di Umberto Marroni, amministratore delegato della Fondazione Mattatoio, colma finalmente un vuoto storico. “Dopo molti anni – ha spiegato ai media vaticani – Roma avrà il suo primo centro pubblico della fotografia, recuperando un ritardo che altre capitali europee avevano già superato”.


Com’è fatto il nuovo padiglione

Pensato come luogo di riferimento per diffondere e sostenere la cultura fotografica contemporanea, sia italiana sia internazionale, il centro si sviluppa su circa 1.500 metri quadrati distribuiti su due livelli, con la possibilità di ospitare più attività nello stesso periodo.


Al piano terra, che supera i 1.000 metri quadrati, trovano posto aree espositive flessibili e riconfigurabili, uffici, biglietteria e una biblioteca nuova di zecca, specializzata in fotografia, con un patrimonio di circa 3.000 volumi. Il primo piano, invece, occupa circa 450 metri quadrati e comprende un’ampia sala polifunzionale e un ballatoio espositivo dall’impatto scenografico.


Dal punto di vista architettonico, l’intervento ha puntato a valorizzare l’identità originaria dell’edificio: sono stati preservati gli elementi tipici dell’archeologia industriale (come ghisa, capriate, guidovie e volumi essenziali e lineari), integrandoli con impianti tecnologici di ultima generazione.


Le mostre inaugurali

L’apertura del centro è accompagnata da due esposizioni di grande richiamo. La prima nasce dalla collaborazione con la Maison Européenne de la Photographie di Parigi, considerata tra le istituzioni più autorevoli in Europa nel settore. La mostra è dedicata a Irving Penn e porta il titolo “Irving Penn. PHOTOGRAPHS 1939–2007”. Curata da Alessandra Mauro, Pascal Höel e Frédérique Dolivet, sarà visitabile fino al  al 29 giugno 2026.


La seconda esposizione è incentrata su Silvia Camporesi, con la sua raccolta personale “Silvia Camporesi. C’è un tempo e un luogo”, a cura di Federica Muzzarelli.


In contemporanea, nello spazio chiamato “Campo visivo”, orientato soprattutto ai linguaggi attuali e alla sperimentazione, viene proposta la mostra “Corpi reali e corpi immaginari”, curata da Daria Scolamacchia. L’installazione mira a innescare una riflessione intensa su corpo e gesto, intrecciando materiali d’archivio, immagini documentarie e proiezioni immersive e provocatorie, in dialogo anche con la memoria e la storia del Mattatoio.






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